Arca Russa

Notizie - «HO PORTATO LA MIA DISGRAZIA»

Zarevich - Lunedì, 06 Maggio 2024, 16:16
Oggetto: «HO PORTATO LA MIA DISGRAZIA»
«HO PORTATO LA MIA DISGRAZIA»
«Я НЕСЛА СВОЮ БЕДУ»

La musica e il testo di Vladimir Vysotskij
Canta Marina Vlady

https://www.youtube.com/watch?v=A1Rmn0fZm-o

Я несла свою Беду = Ho portato la mia Disgrazia
По-весеннему по льду. = In primavera sul ghiaccio.
Надломился лёд, душа оборвалася. = Il ghiaccio si è rotto, l'anima si è spezzata.
Камнем под воду пошла, = È andata sott'acqua come una pietra,
А Беда — хоть тяжела — = E la Disgrazia, anche se grave,
А за острые края задержалася. = E per i bordi taglienti ritardato.

И Беда с того вот дня = E la Disgrazia da quel giorno
Ищет по свету меня, = Mi cerca in giro per il mondo
Слухи ходят вместе с ней, с кривотолками. = Le voci la accompagnano, le voci.
А что я не умерла, = E che non sono morta,
Знала голая ветла = Il salice nudo lo sapeva
Да еще перепела с перепёлками. = E anche quaglia con quaglie.

Кто из них сказал ему, = Quale di loro glielo ha detto,
Господину моему, = A mio Signore,
Только выдали меня, проболталися. = Mi hanno semplicemente tradito e hanno vuotato il sacco.
И, от страсти сам не свой, = E, per passione, non sono me stesso,
Он отправился за мной, = È andato a prendermi,
А за ним Беда с молвой увязалися. = E dietro di lui, la Disgrazia si affezionò alla voce.

Он настиг меня, догнал, = Mi ha raggiunto
Обнял, на руки поднял. = Mi ha abbracciato e mi ha preso in braccio.
Рядом с ним в седле Беда ухмылялася. = Accanto a lui in sella, la Disgrazia sorrideva.
Но остаться он не мог, = Ma non poteva restare
Был всего один денёк, = È stato solo un giorno
А Беда на вечный срок задержалася. = E la Disgrazia è stata ritardata per l'eternità.

1972

Zarevich - Lunedì, 06 Maggio 2024, 20:17
Oggetto: «HO PORTATO LA MIA DISGRAZIA»
«Ho portato la mia Disgrazia…» («Я несла свою Беду…» «I carry my Trouble...» (si trova anche il nome «La Disgrazia» = «Беда») è una canzone di Vladimir Vysotskij, scritta all'inizio degli anni '70. Eseguita da Marina Vlady «Ho portato la mia Disgrazia…» è stata registrata presso lo studio «Melodia» nell'aprile 1974, accompagnata da un'orchestra diretta da Gheorghij Garanjan.

La storia è raccontata per conto di una donna. L'eroina lirica trasportò Disgrazia attraverso il sottile ghiaccio primaverile, che si ruppe sotto di lei. L'eroina «è andata sott'acqua come una pietra» e Disgrazia è rimasta intrappolata sui bordi del buco, separandosi così dall'eroina. Successivamente, Disgrazia cerca continuamente l'eroina in tutto il mondo, e dopo di lei arrivano Diceria (nella versione di un altro autore - Dicerie). Dopo che qualcuno ha detto all'amante dell'eroina che era viva, anche lui è andato a cercarla «e Disgrazia e Diceria lo hanno seguito». Quando si verifica un incontro con un amante, Disgrazia appare con lui, ma se ne va il giorno dopo e Disgrazia rimane per sempre.

Esiste un'altra traduzione dal russo all'italiano, già poetica e che può essere cantata, ma questa traduzione è lontana dal testo originale.

«PENA»
Ho portato la mia pena
sopra il ghiaccio a primavera
ma la lastra era leggera e si è spezzata
la mia anima ormai priva
del suo abbraccio è sprofondata
ma alla riva la mia pena si è
aggrappata.

Da quel giorno, e senza tregue,
lei mi insegue per il mondo
e le chiacchiere camminano al suo fianco
ed il vecchio gelso stanco
lui sapeva che ero viva
e che ancora il mio canto ancora
risuonava.

Sì, ma il mormorio non muore
e l’ha saputo il mio signore
il sussurro è diventato cantilena
prima ancora che io ascoltassi
si è lanciato sui miei passi
trascinando quelle voci è la
mia pena.

Mi ha trovata e all’improvviso
lui mi ha stretta tra i suoi baci
e la mia pena e quelle voci hanno sorriso
ma poi lui mi ha tenuta
per un’unica giornata
e da quel giorno questa pena mi
accompagna.


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